Venerdì 25 ottobre, a partire dalle ore 9, si terrà presso l’Aula Pio XI dell’Università Cattolica del Sacro Cuore in Largo Gemelli 1 a Milano il Convegno dal titolo “L’accoglienza di rifugiati e richiedenti asilo in Italia: una sfida possibile?”, organizzato da RFK Italia e Università Cattolica in collaborazione con UNHCR, EURICSE, Fondazione Italia Sociale, IPRS, Fondazione Lelio e Lisli Basso, OIM, Odissea Cooperativa Sociale e molte ONG che, nel pomeriggio, si tratterranno ai tavoli di lavoro che saranno incentrati su emergenza abitativa, inclusione socio lavorativa, agricoltura e contrasto alla tratta di esseri umani.

 

Di seguito gli abstract degli interventi.

9.30-11: I PANEL – “L’integrazione e l’autonomia in Italia: problematiche e prospettive alla luce delle normi vigenti”

Coordina: Paolo Rizzi, Facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza

 

– “Dar termine agli affanni: cittadinanza residenziale per la responsabilità”, Prof. Dino Rinoldi (docente di Diritto Internazionale nell’Università Cattolica)

 

Biografia Dino Rinoldi

 

Professore ordinario di diritto dell’Unione europea nell’Università Cattolica. Ultimamente anche docente di Diritto internazionale pubblico e privato, nonché di Organizzazione internazionale. Docente da molti anni nei corsi di Diritto internazionale umanitario organizzati da Croce Rossa Italiana; nonché in master nelle materie del diritto delle migrazioni e dei beni culturali. Ha ricoperto in passato ruoli istituzionali (membro e poi Presidente del Consiglio direttivo del Fondo di solidarietà fra docenti dell’Università Cattolica; membro della Consulta di Ateneo e del Consiglio di amministrazione dell’ISU della stessa Università). Collaboratore di numerose riviste scientifiche giuridiche. Componente e/o responsabile di gruppi di ricerca di rilevante interesse nazionale. Autore di numerosi saggi e monografie giuridiche, specificamente nella materia della tutela dei diritti dell’uomo, del diritto delle migrazioni, dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia dell’Unione europea.

 

Abstract intervento:

 

L’arrivo, il controllo, il soggiorno, l’eventuale allontanamento, la circolazione, il lavoro dei migranti di Stati terzi rispetto all’Unione europea va disciplinato tenendo ben presente il complesso delle sue sfaccettature. La competenza dell’UE in materia talora è esclusa, talaltra è meramente concorrente con quella degli Stati membri. E’ tuttavia nel quadro dei principi affermati dai Trattati istitutivi che va articolata una politica di responsabilità e solidarietà fra Stati europei e fra persone al tempo del neonazionalismo, che specialmente nel “vecchio continente” si manifesta senza prospettive.

La forma che il diritto dà alle relazioni umane deve fornire una risposta che non può non essere articolata e complessa, giacché è evidente che le soluzioni semplici per questioni che semplici non sono si dimostrano semplicemente sbagliate.

Già la distinzione fra i migranti titolari del diritto alla protezione internazionale e coloro i quali non lo sono, fra ingresso e presenza nel territorio dello Stato in condizione di legalità (ad es. per motivi economici) ovvero in situazione di irregolarità, comporta che la varietà di situazioni personali compresa in una più problematica “zona grigia” sia circoscrivibile.

Da quest’analisi scaturisce una riflessione riguardo al tema della cittadinanza: stretta fra le alternative estreme della sua attribuzione in “ragione del sangue” ( ius sanguinis ) oppure per mera “nascita sul suolo patrio” ( ius soli ) se ne può declinare un’accezione in termini di “residenzialità” su un determinato territorio, secondo – nuovamente – un principio di responsabilità reciproca che parli di diritti e nel contempo di doveri.

 

– “La valutazione degli standard di accoglienza nella prospettiva dell’autonomia”, Cristina De Luca, Responsabile Relazioni Istituzionali, IPRS

 

Biografia Cristina De Luca

 

Esperta di temi e politiche sociali, laureata in scienze biologiche, si è occupata in particolar modo di ricerca sociale, formazione e cooperazione internazionale, sia in Italia che all’estero.

Ha collaborato con organizzazioni non governative fra cui la Federazione degli organismi di volontariato internazionale (FOCSIV), per la quale ha coordinato numerosi progetti di sviluppo in Africa ed America Latina.

Ha lavorato presso l’Agenzia per la preparazione del Giubileo e in qualità di vicedirettore del Centro del Volontariato per l’Accoglienza Giubilare, ha organizzato e coordinato le attività di accoglienza e sostegno ai pellegrini.

È stata Vice-direttore del Consorzio per la formazione internazionale di Roma (CFI).

Scout, alla fine degli anni 80 è stata responsabile giovanile dell’AGESCI

Il suo impegno politico comincia nella Margherita, di cui è stata responsabile del dipartimento politiche sociali. Ha fatto parte del secondo Governo Prodi in qualità di Sottosegretario di stato al Ministero della Solidarietà Sociale con delega all’immigrazione, all’associazionismo e volontariato. È stata Senatrice nella XVI legislatura e membro della Commissione lavoro.

Dal 2009 collabora con l’IPRS (Istituto Psicanalitico per la ricerca sociale) nella consulenza strategica e per le relazioni istituzionali.

È inoltre Presidente del Comitato di controllo del Lazio per la gestione dei fondi speciali per il volontariato.

È vice presidente del comitato di gestione della Fondazione Italia Sociale

 

Abstract intervento:

 

Accoglienza, integrazione, autonomia, sono le parole chiave dentro le quali si situa il percorso dei migranti. Quali sono i nodi critici di questo percorso?   Qual è la correlazione tra integrazione e autonomia?

La parola integrazione è un termine sul cui significato si è molto discusso e ragionato   cercando di dare delle risposte. Oggi si ragiona di più in termini di autonomia, e si lascia sullo sfondo il tema dell’integrazione così come tradizionalmente viene inteso e misurato. Ciò non significa operare semplicemente uno slittamento linguistico del termine integrazione, quanto piuttosto spostare l’attenzione su altri orizzonti di senso e di significato e obbligare di conseguenza a ri-pensare e ri-considerare gli obiettivi delle politiche legate ai migranti e ai processi migratori. Ma che cosa intendiamo per autonomia? Esiste un significato oggettivo e trasversale alle diverse figure che nel sistema dell’accoglienza si occupano di promuoverla?

Gli operatori del sistema dell’accoglienza concorrono in prima persona a costruire e ad attivare tali percorsi. Ma fino a dove deve arrivare questo intervento per non creare dinamiche di dipendenza e di intrappolamento dei beneficiari all’interno del sistema di accoglienza? Come promuovere l’effettivo sganciamento dei beneficiari dal sistema? E inoltre, quanto concorrono gli altri attori territoriali alla costruzione del percorso di autonomia? E come si distribuisce il carico di responsabilità tra i diversi attori, non solo rispetto alla definizione del percorso ma anche rispetto agli esiti? Ed eventualmente, come queste responsabilità diverse devono interagire e dialogare tra di loro, soprattutto se per autonomia si intende l’accresciuta funzione di agency di un individuo nella costruzione del proprio benessere?

Il tempo dell’accoglienza, e quindi implicitamente di proiezione verso l’autonomia, è un tempo definito. Ma la domanda che sorge è: in che modo questo tempo è stato stabilito? Sulla base di quali considerazioni il legislatore ha ritenuto che il tempo necessario al conseguimento dell’autonomia non dovesse tendenzialmente superare i sei mesi, o, al massimo, i dodici mesi?

Dal tempo, al luogo. Le riflessioni finora trattate si riconnettono inevitabilmente al contesto in cui il percorso di autonomia si deve realizzare perché il luogo influenza qualità e contenuti dei percorsi di autonomia. Accoglienza diffusa, accoglienza in famiglia o accoglienza presso le strutture? Quali di questi percorsi garantisce al meglio gli obiettivi dell’accoglienza lungo la strada che porta all’autonomia?

 

– “Essere e dover essere: i fatti e il diritto”, Elena Paciotti, Fondazione Lelio e Lisli Basso

 

Biografia Elena Paciotti:

 

Dal 1967 al 1999 giudice presso il Tribunale di Milano quindi sostituto Procuratore generale presso la Corte d’appello e la Corte di cassazione; dal 1986 al 1990 membro del Consiglio superiore della Magistratura; fra il 1994 e il 1998 per due volte Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati;

dal 1999 al 2004 parlamentare europea e membro della Convenzione sulla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione sul futuro dell’Europa;

dal 1999 al 2018 Presidente della Fondazione Basso;

dal 2004 al 2007 membro del Consiglio di amministrazione e dell’Ufficio di presidenza dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione europea.

Dal 2006 è responsabile dell’Osservatorio sul rispetto dei diritti fondamentali in Europa.

È autrice di numerosi scritti in materia di diritti fondamentali, di istituzioni europee, di politica della giustizia.

 

Abstract intervento:

 

Regole e prassi in tema di accoglienza di profughi e richiedenti asilo che contrastano con i diritti fondamentali delle persone vigenti in Italia in forza della Costituzione, delle norme europee e dei trattati internazionali.

 

 

-“Accoglienza del migrante fra terzo settore e affidamenti pubblici”, Prof.ssa Nicoletta Parisi, Componente Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC)

Biografia Nicoletta Parisi:

 

Componente del Consiglio dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (A.N.AC.).

Professore ordinario f.r. di Diritto internazionale ed europeo, Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Catania.

Membro della International Law Association (ILA).

Consulente giuridico della Commissione dell’Unione europea e di Transparency International–It.

Esperto nel Twinning Project fra la Repubblica di Macedonia e il Ministero della Giustizia italiano.

Membro della Commissione di studio istituita presso il Ministero della Giustizia sull’adattamento dell’ordinamento italiano allo Statuto della Corte Penale Internazionale (2001).

Direttore scientifico del periodico online I quaderni europei.

Membro del Comitato di valutazione del periodico Studi sull’integrazione europea.

Membro del Comitato scientifico European Rightswww.europeanrights.it; di KorEuropa; di Diritto comunitario e degli scambi internazionali; di Consumatori diritti e mercato (1997-2002); del Centre of Ethics, Law and Economics, University LIUC (1996-2002).

Membro del comitato di redazione di Diritto del commercio internazionale.

Collaboratore di Cronache e opinioni, pubblicato dal CIF (Centro Italiano Femminile).

Co-direttore del Master su La gestione dei flussi migratori in Italia. Immigrazione, diritti della persona, sicurezza interna e internazionale, Università Cattolica di Milano (2005-2008).

Direttore del Programma R. Schuman, Università LIUC (1999-2001); del Master in International Management, Università LIUC” (1997-2000); del Corso Jean Monnet, Università LIUC (1995-2002); del corso di preparazione alle carriere diplomatiche per l’Area “Diritto Internazionale”, Università di Gorizia – SIOI (1994-1995).

Partecipazione in progetti di ricerca a livello nazionale (MIUR, PRIN, CNR, Università di Catania e Università Cattolica di Milano) e a livello internazionale (N.U., T.I. e Unione europea).

Autore di contributi scientifici monografici, saggi e manuali in tema di diritto internazionale, diritto dell’organizzazione internazionale e dell’integrazione europea, diritto internazionale dei diritti dell’uomo, diritto penale internazionale ed europeo.

 

Abstract intervento:

 

La connessione fra diritti fondamentali della persona, migranti e corruzione. La prassi in materia di esercizio dell’attività di vigilanza, di regolazione In particolare: il “terzo settore” nelle Linee guida ANAC. La trasparenza amministrativa. Alcune poche considerazioni a partire dalla prassi descritta: il sistema di accoglienza, di identificazione ed espulsione, nonché le condizioni di trattenimento dei migranti e sulle risorse impiegate manifestano criticità, producendo «ambienti spesso invivibili e lesivi dei diritti e della dignità umana; (…) genera[re] (….) allarme sociale e problemi di sicurezza; presta[rsi] ad opacità ed episodi di illegittimità, se non ad aprire il varco a vere e proprie infiltrazioni mafiose» (Relazione al Parlamento della Commissione parlamentare di inchiesta, 21.6.2017).

– “La precoce identificazione delle vittime di tratta”, Paola Cavanna, OIM

 

Biografia Paola Cavanna:

Paola si laurea in Giurisprudenza presso la sede piacentina dell’Università Cattolica, dove consegue anche il dottorato di ricerca discutendo una tesi sullo sfruttamento lavorativo nel settore agro-alimentare. Subito dopo la laurea, collabora con un importante studio legale milanese che si occupa di tutela dei diritti umani. Da gennaio 2018, lavora come esperta anti-tratta per l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni.

Abstract intervento:

 

Dal 2006 l’OIM è impegnata nei punti di sbarco del Sud Italia allo scopo di fornire assistenza e supporto alle autorità italiane nella gestione dei flussi migratori misti e nell’individuazione dei soggetti vulnerabili, come le vittime di tratta.

Nell’ambito del Progetto Aditus, l’OIM ha potenziato le sue attività di tutela delle vittime di tratta e contrasto al fenomeno, in particolare con:

lo sviluppo di una serie di indicatori specifici per individuare precocemente le vittime di tratta all’interno dei flussi migratori misti;

il rafforzamento del sistema di referral e presa in carico delle vittime con Istituzioni e enti competenti, consolidando un approccio multi-agenzia;

le attività di formazione dei principali attori coinvolti nella gestione del fenomeno e/o che possano entrare in contatto con una potenziale vittima;

l’analisi dei dati e dei possibili cambiamenti di un fenomeno in continua trasformazione.

 

11.30 -13.15: II PANEL – “L’accoglienza in Italia e il ruolo della filantropia”.  

Coordina: Barbara Barabaschi, Facoltà di Economia e Giurisprudenza di Piacenza

 

-“Gli standard di accoglienza per i richiedenti protezione internazionale”, Fabiana Giuliani, Protection Associate UNHCR

 

Biografia Fabiana Giuliani:

 

Fabiana Giuliani è la referente per l’accoglienza e la detenzione presso l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNCHR) in Italia. Ha studiato Scienze Politiche e Scienze Diplomatiche in Italia e in Francia. Lavora a sostegno dei rifugiati da 12 anni, dapprima con il Centro Astalli per il supporto legale alle vittime di tortura durante la procedura di asilo e da 7 anni con l’UNHCR nel dipartimento di protezione. Si è occupata per diversi anni di informativa e orientamento legale alle persone in ingresso via mare in supporto alle autorità competenti ed ora lavora sui temi dell’accoglienza e della detenzione con un focus sull’attività di monitoraggio degli standard.

 

Abstract intervento:

 

A seguito dell’entrata in vigore della legge 132 del 2018, è stato approvato un nuovo capitolato per la gestione dei centri di accoglienza per richiedenti protezione internazionale e dei centri di permanenza per i rimpatri (CPR). Il nuovo capitolato, che sostituisce quello approvato nel marzo 2017, prevede una riduzione degli standard e in particolare di quelli relativi ai servizi alla persona quali la mediazione linguistico-culturale e il supporto psicologico.

 

– “Il ruolo della filantropia in Italia”, Gianluca Salvatori, Segretario Generale, Fondazione Italia Sociale

 

Biografia Gianluca Salvatori:

 

(Roma, 1959) è segretario generale della Fondazione Italia Sociale. Collabora dal 2009 con lo European Research Institute on Cooperatives and Sociale Enterprises, di cui è segretario generale. E’ membro del Geces (Gruppo di esperti della Commissione Europea sulla economia sociale). In precedenza si è occupato di ricerca e innovazione come dirigente della Fondazione Bruno Kessler, poi come assessore alla ricerca e innovazione della Provincia autonoma di Trento, e in seguito come fondatore e presidente di Progetto Manifattura (Rovereto).

 

Abstract intervento:

 

Da qualsiasi posizione lo si consideri il tema della protezione umanitaria, dei rifugiati e dei richiedenti asilo solleva una serie di questioni che riguardano dinamiche di coesione civica che non riguardano soltanto i destinatari degli interventi ma qualificano gli stessi soggetti che li mettono in atto, e il modo in cui agiscono insieme. Il tema dei migranti evidenzia la necessità di sperimentare nuove forme di inclusione sociale che non interessano solo chi arriva nel nostro paese da lontano, ma anche chi vi risiede da tempo o da sempre. Le fondazioni filantropiche che ruolo possono svolgere su questo tema, vista la propensione all’innovazione e alla sperimentazione sociale che le dovrebbe caratterizzare?

 

– “Le buone pratiche di imprenditoria sociale”, Giulia Galera, Ricercatrice EURICSE

 

Biografia Giulia Galera:

 

Giulia Galera è ricercatrice senior presso Euricse dal 2008. È laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche e ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Internazionali presso l’Università di Trento. I suoi interessi di ricerca riguardano l’analisi del fenomeno dell’impresa sociale in prospettiva internazionale e del ruolo ricoperto da questa forma di impresa nell’accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati e detentori di varie forme di protezione internazionale, con particolare attenzione ai percorsi di inclusione sociale e lavorativa sperimentati in contesti urbani, rurali e montani.

Giulia ha coordinato numerosi progetti europei e ha collaborato con varie istituzioni internazionali (tra gli altri: Commissione europea, ILO, UNDP, OECD, Parlamento europeo).

Abstract intervento:

 

Prendendo le mosse da alcune buone pratiche, sperimentate grazie all’opera di mediazione delle organizzazioni del terzo settore e grazie al contributo degli enti locali, Giulia Galera analizzerà il ruolo e il potenziale delle imprese sociali nell’accoglienza di richiedenti asilo, rifugiati e detentori di varie forme di protezione internazionale. Particolare attenzione sarà dedicata alle strategie di inclusione sociale e lavorativa che hanno dimostrato avere un impatto positivo sull’economia locale in diversi territori italiani.

 

– “Accoglienza e lavoro: il rilancio delle aree interne”, Eros Tetti, Responsabile Progetti SIPROIMI, Odissea Cooperativa Sociale

 

Biografia Eros Tetti:

 

Eros Tetti  si occupa da molti anni di progettazione rurale e sviluppo di reti locali. E’ inoltre project manager di 5 progetti Siproimi/Sprar per la cooperativa Odissea.Progetti dislocati in aree completamente diverse: 3 in area interna della Garfagnana, 1 nella Città di Capannori sulla piana lucchese e l’altro sulla costa della Versilia nel comune di Viareggio. La grande diversità e la difficoltà dei territori che ospitano suddetti progetti hanno consentito alla cooperativa di sviluppare progetti di integrazione completamente diversi ma sinergici che consentono un lavoro di elaborazione sul rapporto città/mare/montagna.

 

Abstract Intervento:

Le “aree interne” sono quei territori caratterizzati da una significativa distanza dai principali centri di offerta di servizi essenziali; una disponibilità elevata d’importanti risorse ambientali e culturali; territori complessi, esito delle dinamiche dei sistemi naturali e dei processi di antropizzazione e spopolamento che li hanno caratterizzati. Sono luoghi che a differenza dei grandi centri urbani offrono oggi nuovi spazi e possibilità di progettazione diffuse e decentralizzate. Pensare ad un modello di integrazione che riparta da queste aree significa oggi, non solo avere spazi immensi di crescita ma al contempo portare servizi ed opportunità anche alle popolazioni locali che nel migliore dei casi si sentono abbandonate ed isolate. Tutto questo ovviamente necessità di una delicatezza di intervento per non far sentire le popolaziomni locali aggredite o invase. 

 

 

– “Accoglienza in famiglia e welfare di comunità”, Matteo Bassoli, Presidente di RWI e Ricercatore Universitario

 

Biografia Matteo Bassoli:

Mantovano, ricercatore di scienze politiche. Ha sempre unito gli interessi per la ricerca ad un forte impegno civile che rimetta le persone al centro dei processi decisionali della politica. Attivista del movimento per l’acqua pubblica, del movimento no-slot, orgogliosamente socio di Banca Etica e consigliere comunale. Ha avuto l’opportunità di analizzare e vivere le dinamiche di inclusione sociale attraverso una lunga collaborazione con la comunità Sinta. Una breve esperienza come “gestore” di un CARA lo ha convinto del fatto che solo costruendo reti sociali è possibile dare vita ad una politica di accoglienza dei migranti efficace e sostenibile. Da qui l’impegno per Refugees Welcome italia.

 

Abstract intervento:

 

Il welfare di comunità si propone come nuovo paradigma di welfare andando oltre l’erogazione dei servizi ed i diritti dei cittadini. Il welfare di comunità rappresenta una sfida nel ri-pensare la relazione individuo-stato-comunità facendo perno sull’appartenenza della persona ad una data comunità. Questo cambio di prospettiva, problematico per tanti versi, rappresenta anche un interessante punto di vista per comprendere l’esperienza dell’accoglienza in famiglia, ove il migrante accolto diventa parte di una comunità. Il migrante vive il contesto comunitario – e più in generale la società – attraverso e assieme agli ospiti che gli forniscono le chiavi interpretative dello stesso.

 

– “Il progetto Bobby’s Home e Lancio bando Flagship 2020”, Valentina Pagliai, Robert F. Kennedy Human Rights Italia

 

Biografia Valentina Pagliai:

 

Nata a Lucca nel 1975, dopo la laurea in Lettere Moderne, ha conseguito un Master di II livello in Cinema e Produzione televisiva all’Italian Film Institute di Los Angeles e successivamente un Master di II livello in Educazione alla Pace: Cooperazione Internazionale, Diritti Umani e Politiche dell’Unione Europea presso l’Università Roma Tre. Ha lavorato come insegnante di italiano come lingua seconda, come tutor per i docenti stranieri all’Università di Pisa e nel campo della comunicazione occupandosi di organizzazione di eventi culturali. Per il Robert F. Kennedy Human Rights Italia si occupa dal 2005 dei progetti di formazione e coordina i contenuti.

Abstract Intervento:

 

Nella ferma convinzione che il lavoro di squadra sia la chiave del successo soprattutto quando si parla di promozione dei diritti fondamentali, dal 2017 il Robert F. Kennedy Human Rights Italia, in collaborazione con ONG ed enti che lavorano –a vari livelli- sulle buone pratiche di inclusione socio lavorativa dei rifugiati e richiedenti asilo in Italia, organizza annualmente il Flagship Event for Mediterranean Challenges. L’iniziativa cerca di mettere in contatto le ONG che accolgono i migranti e che applicano buone pratiche di inclusione con il mondo dell’imprenditoria al fine di creare una filiera virtuosa che abbia ricadute economiche e sociali significative.