Human Rights and Dante in Prison

Nel 2016 il progetto educativo “Speak Truth to Power: Coraggio senza confini” ha raggiunto anche i detenuti della Casa Circondariale di Sollicciano (Firenze). I detenuti hanno conosciuto le storie di alcuni attivisti per i diritti umani che, nei loro paesi, hanno messo a repentaglio la propria vita per ribellarsi alle ingiustizie. Con la collaborazione di Ronald Jenkins, docente di teatro nelle università americane di Yale e Wesleyan, i detenuti si sono affacciati al mondo della recitazione e della produzione di testi. Le storie degli attivisti per i diritti umani, racchiuse nel manuale educativo Speak Truth To Power, e la Divina Commedia di Dante hanno ispirato delle sceneggiature prodotte dagli stessi detenuti: hanno affrontato i temi di giustizia ed ingiustizia vissute nel corso della loro vita, descrivendo il loro viaggio immaginario verso il Paradiso, dopo aver attraversato l’Inferno. Dante, dunque, rappresenta un difensore dei diritti umani del Medioevo: quando Papa Bonifacio VIII aveva torturato i dissidenti, Dante lo mandò all’Inferno prima della sua morte. Le vite del sommo poeta, di Robert F Kennedy, dei Premi Nobel per la Pace Malala Yousafzai e Kailash Satyarti e di altri attivisti come Dianna Ortiz hanno influenzato i loro scritti e numerosi dibattiti. Il viaggio si è poi concluso con l’ascesa dei personaggi al Paradiso, metafora della rinascita, del passaggio dalla “selva oscura”, quindi dalla dimensione di inferno, al mondo dove regnano libertà e giustizia.

Guarda

Guarda le foto dello spettacolo

Guarda